Partendo dal presupposto che sono appena tornata a casa dopo un massaggio facciale che è risultato essere la cosa più vicina al paradiso che io abbia mai provato (escludendo certe categorie di vita vissuta non pronunciabili in luogo pubblico) e che quindi la mia pelle è morbida come certi pigiami di seta che vendono in Marleybone Lane e la mia anima è idratata e rilassata a un punto tale a cui nessun utilizzo di libro sacro riuscirebbe mai a far arrivare… ho qualche notiziucola.
1) Ho comperato un copripiumino fighissimo con sopra la faccia di Spongebob.
Lo amo alla follia e sono sicura - checché ne dicano certi Maligni/e - che la mia vita romantica non ne risentirà.
Anche perché il primo ragazzo che non scoppia a ridere dopo 4 secondi netti, verrà automaticamente sbattuto fuori di casa. (Chi volesse allenarsi può cliccare QUI )
2) Mi è arrivata la cartolina definitiverrima per votare il sindaco di Londra.
Nella busta di carta spessa e bianca c’erano:
- La cartolina itself;
- Un foglio che mi dice DOVE votare;
- Una PIANTINA che mi spiega come trovare il luogo dove votare, nel caso fossi pigra al punto da non voler aprire il tutto città, o stordita al punto da non sapere che la sinagoga di Marleybone High Street sta dietro casa mia;
- Un depliant di quattro pagine che mi spiega PERCHE’, COME, QUANDO votare, nel dettaglio, tanto che io che facevo la figa credendo di aver ormai capito tutto e deciso le mie preferenze, ho dovuto mettere la coda tra le gambe e tornare al sito ufficiale per le elezioni (tra l’altro fatto benissimo) e rimettermi a studiare, che a quanto pare devo scegliere tra gente che credevo di poter semplicemente ignorare.
Tutto ciò tenendo conto che si vota tra un mese, mica tra tre giorni.
INSOMMA… La morale di tutto ciò è chiara e lampante, credo. Almeno per chiunque abbia mai anche solo tentato di districarsi nel Minotaurico campo delle elezioni italiane.
3) Squillino i tamburi e rullino le trombe: Siore e Siori, Bambini e Bambine, Ascoltatori vicini e lontani… dal 4-4-2008 sono UFFICIALMENTE un’emigrata.
Dopo infinita e frustrante attesa negli squallidi locali del Consolato Italiano (disorganizzati e maleducati al punto giusto da cementificare il desiderio migratorio anche nel campanilista più convinto) sono stata finalmente inclusa nel registro degli Italiani Emigrati All’Estero.
Tempo di attendere il nullaosta (un mese di quelli italiani, il che vorrà dire agosto) e su tutti i miei documenti (passaporto, carta d’identità, tessera del blockbuster) figurerà il mio indirizzo londinese.
Nunc et - chissà, forse pure - Semper.
Dettaglio sfizioso: d’ora in poi se avrò bisogno di un documento italiano potrò richiederlo in qualsiasi comune dello stivale: niente più code eterne in quei palazzoni fascisti della cara Milano grigia di smog.
Mi basterà essere sul Territorio Italico e se richiederò il mio stato di famiglia, il certificato di nascita del gatto o la tessera elettorale del mio nano da giardino, il comune di Pizzighettone sul Lambro, quello di Carrapipi e quello di Nocera Superiore saranno tutti ugualmente obbligati a rilasciarmelo.
In duplice copia.
E’ solo un pezzo di carta.
Il mio è solo uno dei miliardi di nomi che ogni giorno vanno ad allungare la lista.
Ma se in Italia c’è ancora chi parla di fuga di cervelli, beh… adesso è ufficiale: ne hanno perso un altro. E anche bello interessante.
Brindate alla mia, dovunque mi stiate leggendo, e io riderò a ogni fischio d’orecchie.
Abbracci sparsi, dall’altra parte del mare.